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La drammaturgia di Fiammetta Carena non offre risposte semplici, ma invita il lettore e lo spettatore a percorrere territori di confine, dove il linguaggio si confronta con ciò che sfugge alle definizioni. È proprio questa tensione verso l’indicibile a caratterizzare la raccolta che riunisce sei tra i suoi testi più significativi: Il Grande West, Orfani (la nostra casa), Pater Familias (tra le mura), Ulisse, Macerata, In crociera e Gran Bazar (il criceto orientale).

Drammaturga di “Frontiera”, Fiammetta Carena costruisce un teatro che attraversa il confine tra conscio e inconscio, tra realtà e immaginazione, mettendo al centro la ricerca di un’identità sempre mutevole e sfuggente. La parola diventa così il principale strumento di esplorazione: un mezzo capace di dare forma a inquietudini, desideri e domande che appartengono profondamente all’esperienza umana.
Il volume, curato e introdotto da Maria Dolores Pesce, rappresenta un percorso attraverso una teatrografia ricca e articolata. I sei testi selezionati offrono una panoramica del linguaggio dell’autrice, della sua capacità di intrecciare simboli, emozioni e visioni in opere che parlano tanto alla sensibilità dello spettatore quanto a quella del lettore.
L’universo narrativo di Carena è popolato da personaggi che indossano maschere, metafora delle molte identità che ciascuno è chiamato ad abitare. Dietro queste maschere emerge un’umanità fragile, che cerca di emanciparsi dal dolore esistenziale e dal senso di smarrimento attraverso un continuo confronto con sé stessa e con l’altro. Non è un caso che l’autrice ami definirsi “nata all’ombra di un cocomero su un pianeta senza nome”: un’immagine poetica che racconta fin da subito la sua inclinazione verso il surreale, il simbolico e l’inatteso.
A impreziosire il volume è anche la postfazione di Ilaria Gaspari, che coglie uno degli aspetti più profondi della scrittura di Carena: la capacità di generare immagini che continuano ad abitare la memoria del lettore. Come osserva Gaspari, esistono visioni che non abbiamo mai visto con i nostri occhi e che tuttavia diventano parte del nostro immaginario grazie alla forza evocativa delle parole. È proprio questa la cifra distintiva della drammaturgia di Fiammetta Carena: trasformare il teatro in uno spazio in cui l’immaginazione diventa esperienza, e la parola si fa luogo di incontro tra ciò che siamo e ciò che ancora non riusciamo a dire.
Questa raccolta si rivolge non solo agli appassionati di teatro contemporaneo, ma anche a chi desidera avvicinarsi a una scrittura intensa, poetica e visionaria, capace di interrogare il presente senza rinunciare alla forza del simbolo. Sei opere diverse tra loro, unite da una stessa voce autoriale che continua a esplorare le frontiere dell’essere umano con sensibilità, coraggio e profondità.
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